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Un format identitario, emerso in maniera netta nei cinque giorni in cui Taormina è stata sotto i riflettori internazionali, consolidando ogni anno di più il legame potente tra un contenuto di valore universale, com’è l’arte cinematografica, e un “luogo”, un topos che va oltre i limiti geografici e acquista personalità.I risultati della 72. edizione del Taormina Film Festival parlano attraverso le immagini, i video, i contenuti multimediali professionali, ma anche nelle infinite conversazioni social, che raccontano di personaggi, dialoghi, confronto, di una “umanità” che ha bisogno di presenza per essere attivata. E i risultati sono anche nei numeri, che nei prossimi giorni saranno comunicati con precisione e che intanto la direttrice artistica Tiziana Rocca preannuncia: «In un mese oltre sette milioni di interazioni solo su Instagram, e 2000 articoli di stampa, che hanno addirittura mandato in tilt il nostro sistema di rassegna». «Sono davvero orgogliosa di questa edizione - afferma - abbiamo iniziato a lavorarci molti mesi fa, e grazie anche alla credibilità costruita nel tempo abbiamo ottenuto la conferma da personaggi che ricevono innumerevoli inviti, e quindi devono selezionare dove esserci. E hanno scelto di essere qui. Con una partecipazione che non è stata distante, sono stati presenti nelle masterclass, sul red carpet con il pubblico. Russel Crowe ad esempio è stato 50 minuti a dialogare. Helen Mirren non ha nascosto l’emozione quando una donna si è commossa avvicinandola. Si è parlato tantissimo, e questo è stato importante, anche per i giovani: vivere la presenza, piuttosto che stare davanti a un telefonino. Anche le serate al teatro antico, con una media di 3.500 persone e il sold out da 6000 con Crowe, testimoniano un gradimento del pubblico che ha voluto fortemente partecipare, e ha investito tempo e risorse».











