La vicenda di Camini non è un caso isolato, ma la cartina al tornasole di un sistema che scricchiola. Secondo l’europarlamentare Pasquale Tridico, la scelta estrema di Alfarano è un grido d’allarme verso le istituzioni superiori. “Pino Alfarano è stato costretto a dimettersi per lanciare un messaggio. Nel tornare in servizio per senso di responsabilità racconta la storia di molti sindaci, la storia di un primo cittadino che ha provato a svolgere il suo compito per davvero, in un comune di poche centinaia di anime nella Locride, e che si è trovato solo a gestire un’emergenza randagismo che Asp e Regione hanno lasciato proliferare per anni. Ho conosciuto Pino Alfarano, ho visitato Camini, ho visto con i miei occhi ciò che quel comune ha costruito quasi dal niente: un modello di accoglienza dei migranti che ha trasformato uno spopolamento in una rinascita”.

Nonostante le eccellenze virtuose, il vuoto istituzionale rimane il vero nodo da sciogliere. La questione randagismo, lungi dall’essere solo un problema di decoro urbano, rappresenta un’emergenza di salute pubblica e di sicurezza che ricade interamente sulle spalle dei sindaci. “Eppure non bastano le storie di successo a coprire il vuoto istituzionale che c’è sotto. Il tema delle dimissioni, poi ritirate, non riguarda le politiche migratorie ma un problema come randagismo. Cani abbandonati, una piaga endemica in Calabria come in molte regioni del Sud, che ogni anno produce denunce, contenziosi, paure. E che per legge ricade sulla responsabilità dei sindaci. Che a loro volta sono senza fondi. Senza strutture. Senza canili sufficienti. Senza che Asp e Regione garantiscano i servizi veterinari che la normativa prevede e che nella pratica latitano”.