In alcuni comuni, i sindaci hanno rinunciato a fare politica e cominciato a fare le pulizie. Siccome le casse comunali piangono miseria, gli stipendi sono magri e i volontari sono spariti tutti, si sono rimboccati le maniche e sono andati di ramazza. A Mandello al Lario per esempio un’estate di due anni fa il sindaco Riccardo Fasoli (lista civica di centrodestra) si è messo a raccogliere cartacce e resti di bottiglie accanto al camioncino dei rifiuti: spazzava e puliva, sistemava e spostava, sorridendo alle vecchine di paese che guardavano ammirate e gli davano la benedizione. Canonica d’Adda, invece, è finita agli onori della cronaca per il primo sindaco carpentiere della storia. Si chiama Paolo Arcari (lista civica), la classica faccia da brav’uomo, senso pratico e cuore generoso. In un giorno di luglio dell’estate scorsa un violento nubifragio colpisce il paesino adagiato sull’Adda che ha il compito di governare. La tempesta si abbatte sui tetti, lasciando una sfilza di guai e calcinacci. C’è una villetta che dà pensiero, piovono tegole dal tetto, ma la proprietaria non ha i soldi per i lavori. Il sindaco indossa scarpe comode ed elmetto, sale sul tetto e le risolve il problema. La sua mamma gli dà del matto, non si sa se per il rischio corso o l’intemerata, la cittadinanza resta colpita. Due secondi soltanto. Perché a settembre Arcari riceve minacce pesanti in perfetto stile malavitoso per aver imposto il divieto di schiamazzi ai maranza dalle 23 alle sei del mattino.