L’ennesimo capitolo della battaglia contro il lavoro sommerso e il caporalato in Sicilia si è scritto nel trapanese, dove un’operazione congiunta dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro e dei funzionari dell’INPS ha fatto emergere una realtà lavorativa irregolare e preoccupante.
Il blitz: 8 lavoratori irregolari
I controlli, mirati a contrastare lo sfruttamento della manodopera nelle aree rurali della provincia, si sono concentrati su tre realtà produttive, tra allevamenti e aziende agrovivaistiche. L'esito delle verifiche è stato netto: otto lavoratori sono stati trovati privi di un regolare contratto, sei dei quali di origine straniera. Per le irregolarità riscontrate, i titolari delle tre aziende sono stati denunciati alle autorità competenti, mentre le sanzioni amministrative elevate ammontano complessivamente a 48.200 euro.
Una piaga che non accenna a diminuire
L'operazione di Trapani accende ancora una volta i riflettori su una ferita aperta che continua a segnare il tessuto economico siciliano: il lavoro nero. Nonostante i continui controlli delle forze dell'ordine e dell'Ispettorato del Lavoro, il fenomeno del sommerso rimane strutturale in diversi comparti, in particolare in quello agricolo.













