Nel mondo capovolto del trasporto ferroviario, in Puglia, il ritardo è la regola e la puntualità l’eccezione. Arrivare a destinazione, in orario, è probabile come vincere alla lotteria. Imprevisti, ritardi, cancellazioni: la vita del pendolare è un’odissea quotidiana. Migliaia di pugliesi, ogni giorno, si svegliano per raggiungere con i treni regionali scuole, università, aziende, uffici e sanno che l’intoppo è sempre dietro l’angolo. La tratta Foggia-Bari è un percorso a ostacoli. Idem per chi si muove dal centro della Puglia verso sud (Lecce o Taranto) e viceversa.
La puntualità è un miraggio e il campionario dei ritardi ferroviari, nel «Tacco d’Italia», è sconfinato: guasti alla linea elettrica, problemi ai convogli, stop alla circolazione causati da furti di rame, suicidi o investimenti mortali sui binari che richiedono l’intervento della polizia giudiziaria, rallentamenti dovuti alla presenza di persone non autorizzate sulla linea: in genere i migranti del Cara di Bari Palese, che scavalcano le recinzioni che costeggiano i binari costringendo i treni a fermarsi o rallentare la marcia. Dulcis in fundo i guasti ai passaggi a livello: quello di Bari Santo Spirito sta creando, da un po’, disagi quasi quotidiani.








