I giovani: il gruppo se n'è andato, nessun abuso. Medici e video sembrano smentirli

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Una sequenza interminabile di brutale violenza, dice lei. Macchè, ribattono i presunti stupratori: era d'accordo, si divertiva.Davanti all'ennesimo episodio di aggressione da codice rosso offerto dalle cronache di Milano ieri negli uffici della Procura della Repubblica si ripete un copione frequente. Stavolta la novità è che i presunti stupratori giocano d'anticipo, e scelgono di presentarsi ai pm prima di venire individuati dalle indagini. Sono i quattro ragazzotti milanesi che la notte del 22 maggio, alla discoteca "The Beach" di via Corelli, incontrano una ragazza spagnola, una studentessa arrivata in Lombardia con gli scambi targati Erasmus. Si conoscono, bevono insieme, ballano: fino a questo punto la ricostruzione dei fatti è concorde. Poi il gruppo esce dal locale. È a quel punto che le versioni si biforcano totalmente. La ragazza spagnola parla di uno stupro di gruppo in piena regola. I milanesi, anche loro studenti, di una allegra serata di sesso consenziente con solo uno di loro. Ma non sanno spiegare come mai, subito dopo, la giovane abbia scelto di presentarsi sconvolta al pronto soccorso ginecologico della clinica Mangiagalli, e dichiarare di avere subito violenze ripetute: che le analisi mediche pare abbiano confermate.Anche le telecamere di sorveglianza avrebbero fornito riscontri alla deposizione della studentessa, e le indagini della Squadra Mobile - coordinata dai pm Letizia Mannella e Rosaria Stagnaro - stavano cercando di dare un nome ai quattro. Ma la chiusura del cerchio era ancora abbastanza lontana. Ad accelerare i tempi, la decisione di almeno due dei partecipanti di prendere l'iniziativa. Hanno letto gli articoli sui giornali, si sono riconosciuti, hanno capito che rischiavano grosso. Così attraverso un avvocato hanno preso contatti con l Procura, hanno chiesto di essere interrogati per dire la loro. La Mannella e la Stagnaro hanno risposto: nessun interrogatorio, se volete venite voi a dire quello che volete. E così accade ieri. Si presentano in procura, uno viene rimbalzato, l'altro viene sentito dalla polizia giudiziaria. Offre una versione che l'avvocato Francesco Fornari definisce "completamente divergente" dal racconto della ragazza. In sostanza, la giovane sarebbe uscita spontaneamente dalla discoteca in compagnia di tutto il gruppo, salendo in auto con tutti i ragazzi dopo essersi informata se avevano un preservativo. Dopo l'intervento di una guardia il gruppo si sarebbe allontanato, poi la studentessa avrebbe deciso di avere un rapporto solo con uno del gruppo, su uno spiazzo terroso. Poi risale in auto e si fa riportare in discoteca. Che questo racconto sia "completamente divergente" da quello della presunta vittima non ci sono dubbi: la ragazza dice invece di essere uscita con un solo ragazzo, che "ha iniziato a fare cose che non volevo", e di essere stata poi raggiunta dal resto del branco che la carica a viva forza su un'auto dove avvengono gli abusi.