MILANO. La festa è in casa di amici a Rho, nell’hinterland di Milano, La sedicenne, originaria del Perù, decide di andare con altri tre connazionali. È la sera tra l’8 e il 9 giugno scorsi. Nell’abitazione ci sono due uomini, un amico della giovane e un’altra ragazza. Si beve rum e si tira tardi: la minorenne, non potendo più tornare nella sua abitazione perché sono terminate le corse dei mezzi pubblici, viene convinta a fermarsi a dormire. Al mattino, quando si risveglia, lei nota qualche stranezza. Indossa pantaloncini diversi da quelli grigi che aveva la sera precedente. «Qualcuno tra i due uomini me li aveva fatti indossare sfilandomi i miei pantaloni - mette a verbale nella denuncia con i carabinieri formalizzata il 12 giugno -. Pensavo che non ci fosse motivo di fare ciò, eccetto il dubbio che fosse successo qualcosa di grave a mia insaputa, che mi avessero violentata». Prima di presentarsi in caserma, la sedicenne chiama e registra la telefonata con uno dei presenti, 27 anni. «Sì, abbiamo avuto un rapporto sessuale», ammette il ragazzo. La giovane nel corso della conversazione chiarisce che non era sua intenzione e di non ricordarsi di essere stata consenziente: «Io non volevo fare quello».
Sedicenne violentata durante la festa in casa, in carcere il presunto aggressore
Milano, in una telefonata con la vittima il 27enne ha ammesso di aver avuto un rapporto sessuale







