“Siamo nel giugno del 2026. Stai bevendo acqua non filtrata da un pozzo stagnante, perché è l’acqua più pulita che c’è in giro e non vuoi disidratarti. Forse dovresti accendere l’aria condizionata? Beh, per farlo ti servirebbe l’elettricità, qualcosa che non hai. E l’ombra? Il grande albero nel tuo giardino è stato sradicato e spazzato via quando la Russia ha fatto saltare in aria la diga e allagato la città tre anni fa. La cena di stasera sarà probabilmente a base di cibo in scatola proveniente dalle scorte in esaurimento, che siete abbastanza fortunati da avere ancora, perché alcuni dei vostri vicini sono morti di fame nell'inverno del 2025. Potrebbe sembrare folle. Perché sono rimasti in città se morivano di fame? Beh, la strada è piena di mine antiuomo, e anche se riuscissi a schivarle, un drone russo potrebbe piombarti addosso, o un soldato russo potrebbe spararti. Rimanere significa morire di fame, e andarsene significa rischiare una morte violenta. Non è una storia di fantasia. È ciò che sta accadendo proprio ora nella città ucraina di Oleshky”.

Inizia così una delle ultime puntate di Ukraine This Week, a cura di Anna Belokur per il Kyiv Independent. Nella puntata Belokur racconta come le condizioni nella città di Oleshky, una città situata in prima linea nell'oblast di Kherson e occupata dalla Russia, si siano deteriorate nel tempo e come ai residenti ucraini non ci siano alternative tra il provare a sopravvivere, restando a casa in condizioni disumane, e rischiare la vita per trovare una via di fuga.