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Il governo ucraino si sta preparando a quello che potrebbe essere l’inverno più pesante dall’inizio della guerra, nel 2022. La ragione è che gli attacchi aerei russi stanno prendendo di mira non solo la rete elettrica, cosa che causa frequenti ed estesi blackout, ma anche le strutture di produzione e di trasporto del gas, che alimentano i riscaldamenti nelle case.

L’azienda statale del gas Naftogaz ha riferito che le sue infrastrutture sono state colpite nove volte dall’inizio di ottobre. Gli attacchi hanno vanificato le riparazioni fatte durante l’estate e soprattutto hanno compromesso il 60 per cento della capacità nazionale di produrre gas.

Il gas è una fonte d’energia molto importante in Ucraina: viene usato dall’80 per cento delle famiglie per cucinare e scaldare le case. Come conseguenza degli attacchi, in diverse città ci sono già state interruzioni temporanee delle forniture. Usare stufe elettriche non è un’alternativa praticabile, dato che sempre a causa degli attacchi russi da settimane la maggioranza delle regioni ucraine, inclusa quella della capitale Kiev, è rimasta senza elettricità tra le 8 e le 16 ore al giorno.

Kiev durante il blackout del 14 novembre (Maksym Kishka/Frontliner/Getty Images)