Un'altra pioggia di droni e missili russi ha preso di mira le infrastrutture energetiche ucraine nell'ambito di una campagna che rischia di aggravare in modo drammatico le difficoltà di Kiev nell'assicurare riscaldamento ed elettricità in vista dell'inverno.

Il principale fornitore di energia, Ukrenergo, è stato costretto a imporre black-out in varie oblast del Paese, dopo raid che hanno colpito dieci regioni, secondo quanto riferito dal presidente Volodymyr Zelensky. I bombardamenti, avvenuti nella notte tra mercoledì e giovedì, hanno provocato tre morti e oltre 20 feriti, secondo le autorità ucraine. Due vittime sono segnalate a Zaporizhzhia, mentre una bambina di 7 anni ha perso la vita a Vinnytsia. Nel corso della giornata altre tre persone sono rimaste uccise in due attacchi avvenuti su Slovyansk, nella regione di Donetsk, secondo il capo dell'amministrazione militare della città.

"Vista l'intensità degli attacchi degli ultimi due mesi, è chiaro che la Russia punta a distruggere completamente il sistema energetico dell'Ucraina", ha accusato Maxim Timchenko, amministratore delegato di Dtek, la maggiore azienda privata del settore. Da parte sua, Mosca ha affermato di avere compiuto un "massiccio attacco" contro "imprese del complesso militare-industriale ucraino, obiettivi dell'infrastruttura energetica che ne garantisce il funzionamento e aeroporti militari". Il ministero della Difesa ha aggiunto di avere a sua volta abbattuto 170 droni ucraini lanciati sulla Russia, di cui 6 diretti verso Mosca.