Le norme “forcaiole” e “manettare”
Chiunque analizzi con un minimo di attenzione le riforme approvate negli ultimi anni non può non rilevare una tendenza costante: il progressivo irrigidimento della disciplina dei reati contro la pubblica amministrazione
Giovanni M. Jacobazzi
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A poco più di un anno dalla fine della legislatura, il governo di centrodestra ha sostanzialmente confermato tutte le norme “forcaiole” e “manettare” per contrastare i reati contro la Pubblica amministrazione che erano state approvate nella scorsa legislatura. E questo nonostante il mainstream affermi l’esatto contrario e quindi che cosiddetti “colletti bianchi” godrebbero di una sostanziale impunità. Secondo questa narrazione, chi commette reati contro la pubblica amministrazione beneficerebbe di trattamenti di favore, prescrizioni salvifiche e pene sostanzialmente simboliche. In altre parole, esisterebbe una sorta di doppio binario della giustizia: severa con i reati comuni, indulgente con quelli commessi nei palazzi del potere.






