VENEZIA - Mobilitazione oggi pomeriggio davanti alle Gallerie dell'Accademia per il primo sciopero nazionale del settore della cultura, proclamato dai sindacati Fp Cgil, Cub, Adl Cobas e Cobas lavoro privato, Clap e Usi cts. A rischio le aperture di musei, biblioteche ma anche di molti padiglioni della Biennale.

«Venezia è conosciuta nel mondo per il suo patrimonio culturale, i suoi musei e le sue istituzioni artistiche, ma troppo spesso ci si dimentica di chi quel patrimonio lo rende vivo ogni giorno con il proprio lavoro», dichiarano Daniele Giordano, segretario generale Cgil Venezia; Franca Vanto, Fp Cgil Venezia; Marco Dario, Nidil Cgil Venezia. «Dietro l'immagine di eccellenza della città ci sono lavoratrici e lavoratori che continuano a fare i conti con precarietà, appalti, salari insufficienti e scarse prospettive di stabilizzazione. Chiediamo che la cultura venga considerata un investimento strategico per il territorio». Obiettivo dell'agitazione è ottenere il superamento delle false partite Iva, maggiori tutele in materia di salute e sicurezza, un piano straordinario di assunzioni pubbliche e strumenti di sostegno.

A rischio l'apertura di The Human Safety Net alle Procuratie vecchie e di diversi padiglioni della Biennale: Svizzera, Canada, Brasile, Grecia e Montenegro. Saranno certamente chiusi invece i padiglioni di Finlandia e Francia (a partire dalle 15) ai Giardini, di Irlanda, Oman, Libano, Lussemburgo e Messico all'Arsenale e di Islanda, Scozia e Galles (esterni). Ci saranno adesioni anche al bookshop, tra i mediatori culturali della Biennale e tra i lavoratori della biblioteca centrale di IUAV.