TSMC si trova al centro di una controversia negli Stati Uniti che mette in contrapposizione tutela della proprietà intellettuale, sicurezza della filiera dei semiconduttori e gli interessi strategici legati allo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Un gruppo di parlamentari repubblicani ha infatti sollecitato la U.S. International Trade Commission (ITC) a mantenere una linea rigorosa nell'applicazione delle norme sui brevetti, senza concedere trattamenti preferenziali al principale produttore mondiale di semiconduttori avanzati.
Come riportato da Axios, in una lettera indirizzata alla presidente dell'ITC Amy Karpel, il deputato Ryan Zinke e i senatori Tim Sheehy, Roger Marshall e Bernie Moreno hanno sostenuto che eventuali chip prodotti all'estero e giudicati in violazione di brevetti statunitensi dovrebbero essere esclusi dal mercato americano. Secondo i firmatari, la rilevanza strategica di un'azienda non dovrebbe influenzare l'applicazione delle leggi sulla proprietà intellettuale, poiché una tutela efficace dei brevetti rappresenta un elemento essenziale per la competitività tecnologica degli Stati Uniti.
L'indagine trae origine da una denuncia presentata da Longitude Licensing e Marlin Semiconductor, due società irlandesi che operano sotto il controllo di IPValue Management. Quest'ultima apparteneva, fino a pochi mesi fa, al fondo Vector Capital ed è stata recentemente acquisita da Fortress Investment Group, società spesso associata ad attività di valorizzazione e monetizzazione di portafogli brevettuali.







