di
Andrea Monforte
Al suo quarto Mondiale, l'iraniano è tra i possibili candidati per la finale. Ma da anni è in conflitto con il suo Paese
Il più grande problema per la Fifa ai Mondiali potrebbe essere un arbitro. E no, non stiamo parlando di Omar Artan, respinto dagli Usa e accolto da eroe nella sua Mogadiscio, bensì di Alireza Faghani. Il suo nome in persiano significa «degno di approvazione». Eppure, almeno in Iran, il consenso intorno a questo direttore di gara classe 1978, al quarto Mondiale in carriera, è andato sgretolandosi in pochi anni.
C'è un'immagine che spiega quasi tutto. 13 luglio 2025, New York: Faghani ha appena diretto Chelsea-Psg, finale del Mondiale per Club. Durante la premiazione posa al fianco di Donald Trump, imitando a favor di camera una delle pose distintive del presidente Usa, quella col pollice alzato. I media iraniani lo massacrano. Appena poche settimane prima, con l'operazione «Midnight Hammer», gli Stati Uniti avevano attaccato Teheran.










