"Siete più forti di ogni cosa", ha detto il presidente della Fifa ai giocatori. Ma qualche ora dopo, il capitano Taremi si è lamentato dei problemi logistici e di un presunto scarso aiuto da parte della Federcalcio internazionale"Siete più forti di ogni cosa", ha detto il presidente della Fifa ai giocatori. Ma qualche ora dopo, il capitano Taremi si è lamentato dei problemi logistici e di un presunto scarso aiuto da parte della Federcalcio internazionaleFinita la partita sul campo, prosegue quella fuori. Per l’Iran, il Mondiale va così: dopo il 2-2 conquistato con la Nuova Zelanda, i giocatori hanno dovuto far ritorno in tempi record a Tijuana, in Messico, dove dall’inizio della competizione si sta svolgendo il loro ritiro. Un viavai senza soluzione di continuità che, come accaduto all’andata - e in ogni spostamento - li ha messi di fronte ad altri controlli serrati, rallentamenti, apparizioni inaspettate, problemi logistici, conseguenti lamentele e l’inevitabile rischio di perdere ogni volta dei pezzi. È accaduto a inizio torneo, quando alcuni membri dello staff sono rimasti esclusi dal viaggio; poi ancora a poche ore dal match, con l’assenza di diversi membri dello staff, dei responsabili media e persino del presidente della federazione, Mehdi Taj; si potrebbe ripetere con il giocatore Mehdi Torabi. Secondo quanto racconta l’agenzia ufficiale iraniana Irna, l’attaccante aveva a disposizione un unico visto d’ingresso negli Stati Uniti. One shot, direbbero da quelle parti: sì, ma per i prossimi match? La squadra dovrà recarsi ancora negli Usa, prima domenica 21 a Los Angeles nel match contro il Belgio e poi il 26 giugno, a Seattle, in vista della gara contro l’Egitto. E così la Federazione calcistica iraniana ha avviato la procedura per ottenere un nuovo permesso, denunciando però in un comunicato procedure "ingiustificatamente prolungate”.L’ennesimo alt è arrivato al termine di ore caotiche. Tutto è partito dall’apparizione negli spogliatoi della nazionale di Gianni Infantino, presidente Fifa, che dopo il pareggio strappato con la Nuova Zelanda li ha incoraggiati con toni da balia: “So cosa state attraversando, lo capisco, ma siete più forti di ogni cosa”, ha ripetuto più volte tra sorrisi e incitamenti, ringraziandoli “per essere qui”, dopo aver rischiato una loro diserzione per via del conflitto con gli Stati Uniti. Accanto a lui, ad applaudirlo insieme ai giocatori, il ct Amir Ghalenoei. Che qualche ora dopo si è però sfogato per via di un fuggi fuggi obbligato: "Dopo la partita di oggi, ci hanno detto: ‘Dovete partire immediatamente’. Per noi è fondamentale avere tempo per recuperare, ma ci hanno chiesto di prendere un aereo e tornare al nostro ritiro a Tijuana, e questo ci ha davvero turbato. Non sappiamo perché ci stiano rimandando indietro. Penso sia molto strano”. Poi ha incalzato, parlando di un permesso a pernottare negli Stati Uniti che sarebbe stato revocato in un secondo momento: “Sembra che siano altri a pianificare per noi. Le decisioni vengono prese altrove. Dovevamo arrivare due notti prima della partita, rimanere stasera per recuperare e tornare domani a pranzo. Non abbiamo idea del perché. Credo che la nostra squadra sia forse la più oppressa di tutti i Mondiali”.Alle sue lamentele si sono aggiunte quelle del capitano Mehdi Taremi, ex attaccante dell’Inter. Insieme al dirigente federale Saeed Al-Hawie, sarebbe stato trattenuto in aeroporto mentre il resto della delegazione si trovava già sull’aereo, stando a Rmc Sport. Poco prima, aveva parlato in mixed zone nel post-partita con a fianco un’analista della squadra che si era improvvisato addetto stampa, perché i membri del team di comunicazione erano stati bloccati alle frontiere. Nel frattempo, un ufficiale della Federcalcio mondiale li intimava ad andare via: “La Fifa ci dovrebbe aiutare di più”, ha lamentato Taremi. “In un Mondiale c’è normalmente un sacco di stress per calciatori e staff. Noi non riceviamo supporto e questo non fa bene al calcio. Vedremo cosa accadrà la prossima volta”.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp