Non un fidanzato ma uno strumento. Ecco la posizione di Apple su che cosa deve essere e come deve funzionare l’intelligenza artificiale. A dirlo, mentre Google e Character.AI chiudono in via di principio le cause legate ai danni psicologici subiti da minori che avevano interagito intensamente con chatbot, è Craig Federighi, capo dell’ingegneria software di Apple.
A ridosso del keynote della WWDC26, Federighi e Greg Joswiak sono stati ospiti del podcast Mostly Human con Laurie Segall per parlare dei nuovi annunci su Siri AI (che al momento non vedremo nell’UE) e Apple Intelligence. Alla domanda diretta se con la nuova Siri sarà possibile crearsi un fidanzato o una fidanzata virtuale, la risposta è stata netta: “assolutamente no”.
Federighi rivendica una scelta di design opposta a quella di larga parte del settore. Molti chatbot, spiega, sono “fortemente focalizzati sul livello di engagement e sul compiacimento”: incoraggiano l’utente a rivelare informazioni personali e usano quei dati per costruire un legame e prolungare la conversazione. Apple ha fatto l’inverso. Siri, dice Federighi, comunica implicitamente: “Non sono qui per questo. Sono qui per aiutarti a conoscere il mondo.” E se qualcuno provasse a trattarla come una partner romantica, Siri non risponderebbe a quel registro.










