«Tre attentati in meno di tre mesi sono davvero troppi». Tommaso Dragotto, 88 anni, fondatore e presidente di Sicily by Car, lo dice dopo l’ultimo incendio doloso che ha distrutto nove auto e due furgoni nel deposito di via San Lorenzo. E ieri - quasi inevitabilmente - gli è stata assegnata la scorta.Presidente, che ne dice?«Mi è stato detto che la mia posizione è stata seguita con molta attenzione ed è stata decisa una forma di protezione. Non ero propenso, perché la scorta cambia la libertà di una persona, i movimenti, la vita quotidiana. Però mi hanno spiegato che non posso rifiutarla. Mi dispiace, speravo che non fosse necessaria, purtroppo ne devo prendere atto».Lei non arretra ma chiede una risposta più forte. Anche con l’esercito?«Serve più controllo del territorio. Carabinieri, polizia e guardia di finanza stanno facendo il loro lavoro con grande attenzione e vanno ringraziati: ogni elemento viene seguito e valutato. Il punto non è la loro volontà ma rafforzare il dispositivo per tutelare cittadini e imprenditori. Il problema è che oggi sono pochi rispetto alle necessità della città. Per questo vedrei bene l’esercito schierato nei punti sensibili per un periodo limitato: quattro o cinque mesi, il tempo di riportare la situazione sotto controllo Non per sostituire le forze dell’ordine ma per dare una mano. Se manca una vigilanza costante in strada, chi vuole colpire si muove. Se invece sente addosso la presenza dello Stato, resta nascosto. Magari non cambia mentalità, ma non agisce con la stessa libertà».Non teme che una misura del genere possa essere letta come un segnale pesante?«L’immagine negativa c’è già quando Palermo finisce sui giornali per gli incendi e per le sventagliate di mitra. Mi hanno chiamato da New York perché hanno letto quello che era successo. Questa non è una bella pubblicità, né per Sicily by Car, né per la Sicilia. Allora bisogna chiedersi che cosa faccia più male: vedere l’esercito per qualche mese o dare l’impressione di una città allo sbaraglio?».L'intervista completa sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale.
L'intervista a Tommaso Dragotto: «Non volevo tutele: vigilanza per tutti o continueranno»
Il patron della società di autonoleggio: «Sì all’esercito. La città non si può lasciare in queste condizioni»













