HomeFirenzeCronacaRincaro ticket bus. Autolinee Toscane e i conti ai raggi xNel 2025 crescono incassi su biglietti e sanzioni. Ma la lotta all’evasione da sola non basta .Il bilancio del 2025 si è chiuso con una perdita di circa 21 milioni e mezzo di euro, in calo rispetto all’anno precedenteRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici"Efficienza, recupero dell’evasione dei biglietti e gestione". Sono i tre punti che l’assessore alla Mobilità, Andrea Giorgio, ha indicato a Regione e Autolinee Toscane per tessere nuovi margini alla coperta (corta) dell’azienda di trasporto, che dovrebbe riparare i toscani da balzelli sul ticket. Il biglietto, infatti, a causa dei rincari che At stima in un +30% euro/litro per il carburante e in un +15% per l’energia, dopo l’estate potrebbe subire un ritocchino, passando da 1,70 euro a 2 euro. Ma come sventarlo? Per capirlo si deve spulciare il bilancio d’esercizio 2025 di At, chiuso con un passivo di 21 milioni e mezzo, ridotto di 6 milioni rispetto al 2024.

Il gigante del trasporto toscano è oggi al quarto giro di boa della concessione regionale, scattata il 1° novembre 2021. Primo punto: l’evasione. La caccia ai ‘portoghesi’ può risanare i conti? Nì. L’azienda stima che i furbetti del ticket a livello regionale siano solo il 9%. In pratica meno di 1 su 10 scansa il biglietto. Non abbastanza per alzare i conti. Anche perché gli incassi dei titoli di viaggio nel 2025 sono cresciuti arrivando a 66 milioni e 746mila euro: un aumento di almeno 7 milioni e 815mila euro rispetto all’anno prima. Non poco, anzi. A questi si aggiungono gli oltre 44 milioni ricavati dagli abbonamenti (3,5 milioni in più del 2024). Proprio quelli che l’assessore Giorgio ha chiesto di tutelare alla Regione, blindandoli da aumenti. In poche parole: i biglietti, l’anno scorso, hanno galoppato. "Il risultato – scrive At a margine del bilancio – è risultato favorito dal potenziamento dei canali di vendita, in particolare digitali". Anche sull’evasione At si è rimboccata le maniche. In 12 mesi gli incassi delle sanzioni sono arrivati a 6,5 milioni di euro: 170mila euro in più del 2024. Anche se la percentuale di furbetti fosse pari a zero, forse, l’incasso si potrebbe tradurre in ’pochi’ milioni di euro. Troppo poco per arginare il balzello, nonostante l’azienda si sia attivata anche con l’invio delle ingiunzioni per le multe non pagate. Ma se a pesare, oggi, è il costo dei carburanti alle stelle per il conflitto Usa-Iran, nel 2025 le cose non andavano malaccio.