HomeSienaCronacaI rincari salgono sugli autobus. Aumenti del 30% per il carburanteRispetto allo scorso anno Autolinee Toscane deve affrontare anche il 15% in più di costi per l’elettricità .Le guerre e il delicato contesto internazionale gonfiano i costi, minano presente e futuro. Alla fine dei conti a rimetterci potrebbero essere gli utenti, ovvero famiglie che a loro volta già subiscono gli effetti della guerraRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciI rincari salgono a bordo. Anzi sono già saliti, più o meno tre mesi fa. Sulle ruote degli autobus del trasporto pubblico locale infatti pesano come un macigno gli aumenti del costo del carburante. È il solito (amaro) ritornello: le guerre e il delicato contesto internazionale gonfiano i costi, minano presente e futuro. Alla fine dei conti, come troppo spesso purtroppo accade, a rimetterci potrebbero essere gli utenti, ovvero famiglie che a loro volta già subiscono gli effetti della guerra. Che per Autolinee Toscane, gestore unico del trasporto pubblico locale su gomma, è stata – ed è tutt’ora – una mazzata. I dati: rispetto al 2025 il gestore ha registrato un aumento del 30% euro/litro per il carburante e del +15% per l’energia elettrica. Non esattamente briciole ma numeri importanti che potrebbero addirittura mettere in crisi l’equilibrio dei costi di gestione. E se mancano i soldi, che cosa succede? Di default, i contratti di servizio prevedono che se emergono problemi per cause indipendenti dal gestore (come in questo caso) sia la Regione a dover intervenire come forma di tutela. Le strade percorribili a questo punto sono quattro. La prima è che la Regione decida di mettere più soldi per sopperire ai rincari. Ma la sensazione è che trovare le risorse necessarie non sarà un’operazione facile. Lo stesso tema ad esempio arrovella anche la Regione Lazio che proprio in queste settimane sta spremendo le meningi per evitare di mettere mano alle tasche dei cittadini congelando l’aumento di 50 centesimi a corsa previsto dal piano industriale di Atac. Ed ecco che arriviamo alla strada più dolorosa, quella che conduce dritta all’aumento dei titoli di viaggio. In Toscana l’ultimo balzello risale all’agosto del 2023 quando il costo del biglietto urbano è passato da 1,50 a 1,70 euro, pur mantenendo invariate le riduzioni Isee. All’epoca per colpa dell’inflazione. Le altre strade percorribili non sono meno tortuose: tagliare le corse o diminuire gli investimenti. Insomma, non ci sono scorciatoie. Il caso andrà affrontato al tavolo con la Regione dove ogni anno si discute il bilancio. E ogni decisione finale spetterà comunque alla Regione.