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L’ex presidente della Corea del Sud, Yoon Suk-yeol, è stato condannato a 30 anni di carcere per alto tradimento e abuso di potere, per aver mandato alcuni droni in Corea del Nord nel 2024. Anche se è in vigore un armistizio da più di 70 anni, formalmente i due paesi sono in guerra dagli anni Cinquanta: secondo la procura Yoon aveva ordinato l’invio dei droni per provocare di proposito una reazione della Corea del Nord e aumentare le tensioni tra i due paesi, così da avere un pretesto per imporre la legge marziale e accentrare i poteri su di sé.
Yoon ha 65 anni, è un politico conservatore ed era diventato presidente della Corea del Sud nel 2022: si trova già in carcere, dove sta scontando una condanna all’ergastolo per abuso della propria autorità e insurrezione. Il 3 dicembre del 2024 infatti aveva annunciato l’imposizione della legge marziale, creando un grande caos nel paese. L’emergenza durò solo sei ore, perché il parlamento votò per annullare la sua decisione: poi lui venne destituito e arrestato.
Nell’ottobre del 2024, due mesi prima, la Corea del Sud aveva fatto volare in diverse occasioni alcuni droni sopra la capitale nordcoreana Pyongyang per lanciare alcuni volantini di propaganda. Il regime del dittatore Kim Jong Un aveva reagito in modo duro, con diverse dichiarazioni aggressive nei confronti della Corea del Sud e ordinando alle proprie unità di artiglieria al confine tra i due paesi di prepararsi ad attaccarla.











