NEW DELHI - L’ex presidente sudcoreano Yoon Suk Yeol e il suo ex ministro della Difesa sono stati condannati venerdì a 30 anni di carcere per aver ordinato l’invio di droni nei cieli della capitale nordcoreana Pyongyang per provocare una reazione da parte del Paese rivale e poter così proclamare la legge marziale in patria.

Il Tribunale distrettuale centrale di Seul ha riconosciuto Yoon e l’ex ministro della Difesa Kim Yong Hyun colpevoli di aver avvantaggiato un Paese nemico e di abuso di potere. «L’operazione ha comportato l’utilizzo di risorse militari della Corea del Sud per scopi privati non collegati alla sicurezza nazionale o alla difesa del territorio», ha affermato il tribunale in un comunicato. «Di conseguenza, le nostre capacità e risorse militari sono state esposte alla Corea del Nord, rendendo più difficili le future operazioni e contribuendo al rafforzamento dello stato di preparazione militare nordcoreano».

La provocazione

Nell’ottobre del 2024 la Corea del Nord aveva accusato Seul di aver inviato in tre diverse occasioni dei droni su Pyongyang per lanciare volantini di propaganda mirati a mettere in imbarazzo il leader nordcoreano Kim Jong Un. Le tensioni tra i due Paesi aumentarono, ma non sfociarono in nulla di così grave da giustificare l’imposizione della legge marziale in Corea del Sud.