Entro il 2030 ci sarà un mercato dei sensori per umanoidi di 20 miliardi di euro. La crescita sarà del 4% annuo. Costante e progressiva. Numeri che cambieranno la geografia e la competizione di un settore industriale ad altissima componente tecnologica in cui la ricerca di nuove soluzioni sarà decisiva. Bosch, il colosso mondiale dell’automazione (91 miliardi di fatturato, 230 stabilimenti e 413mila dipendenti nel mondo), punta su Milano per il design e la progettazione dei Mems, i sensori decisivi per lo sviluppo degli umanoidi. Nel centro di ricerca lombardo, Bosch Sensortec, guidato da Riccardo Campagna, partito poco più di dieci anni fa con dodici ricercatori ed arrivato a oltre settanta ingegneri e tecnici provenienti da tutto il mondo, si creano le soluzioni per consentire agli umanoidi di vedere, sentire, toccare e recepire le sensazioni tattili. I Mems immagazzinano ed elaborano i dati raccolti dagli umanoidi e li trasmettono agli arti per effettuare le operazioni a cui sono destinati: sulle linee di produzione, nelle abitazioni private, negli ospedali, nelle case di riposo e in tutti i luoghi in cui saranno utilizzati. Se gli umanoidi sono fatti a perfetta immagine e somiglianza dell’essere umano, i Mems sono il cervello, il centro nevralgico dell’uomo-macchina. I robot devono avere una sensibilità tattile molto sviluppata per interagire in modo sicuro e preciso con il loro ambiente, che sia una fabbrica o la casa. È una tecnologia minuscola indispensabile a conferire ai robot una sensibilità tattile raffinata. I Mems, sistemi microelettromeccanici, sono l’elemento chiave che permette agli umanoidi di manipolare gli oggetti con la delicatezza necessaria e di reagire al contatto fisico. Grazie a questi sensori, un robot riesce ad adattare con precisione la forza con cui afferrare un oggetto robusto o uno delicato, un attrezzo da lavoro o una siringa per una flebo.
Bosch progetterà a Milano il cervello degli umanoidi
Il Bosch Sensortec lombardo realizzerà i sensori Mems per i robot dell’industria e dei servizi. Nel centro oltre 70 ricercatori da tutto il mondo












