di
Edoardo Nastri, inviato a Berlino
Il Bosch Sensortec lombardo conta oggi 70 ricercatori, un numero quintuplicato in 10 anni e destinato a crescere viste le previsioni di espansione del business dei sensori Mems
Bosch – 91,3 miliardi di fatturato e 413 mila collaboratori – preme sull’acceleratore e scommette sul Bosch Sensortec di Milano, il suo centro dove si progettano i «Mems», sistemi microscopici che integrano sensori, attuatori e circuiti elettronici su un unico chip. Si tratta del sistema nervoso degli umanoidi. Inaugurato nel 2015, il Bosch Sensortec lombardo (che lavora con quelli di Dresda, Sunnyvale e Singapore) conta oggi 70 ricercatori, un numero quintuplicato in 10 anni e destinato a crescere viste le previsioni di espansione di questo business. Secondo le stime, il mercato di umanoidi, robotica e automazione varrà 200 miliardi di dollari entro il 2030, mentre quello dei sensori «Mems», in cui Bosch è leader, crescerà fino a oltre 19,2 miliardi con una progressione annuale media del 4% (stime di Yole Group).
«Fino a un miliardo di fatturato in più»«Per noi varrà fino a un miliardo di fatturato in più – racconta Stefan Hartung, presidente del consiglio di amministrazione di Bosch intervenuto al Bosch Connected World, fiera della tecnologia conclusasi ieri a Berlino –. Con l’avvento della robotica umanoide cresce la domanda di componenti che possiamo offrire». E il Bosch Sensortec di Milano guidato da Riccardo Campagna sarà protagonista. Il gruppo conta 23 miliardi di sensori Mems prodotti fino a oggi, un numero impressionante: «Per il tatto gli esseri umani hanno 4 milioni di recettori sensoriali. Se dovessimo costruire umanoidi con altrettanti sensori e data l’attuale produzione di chip a livello globale, in quattro anni riusciremmo a creare appena 12.500 robot», ha spiegato Hartung. Cifre che fanno capire il potenziale di questo settore e il ruolo chiave che può avere il gruppo tedesco.











