Certo che “quando c’era il Dottore”, non si sarebbe mai arrivati al 12 giugno senza il nome dell’allenatore per la nuova stagione. Certe decisioni, all’occorrenza, venivano prese in cinque minuti, ma sempre con largo anticipo sulle scadenze. Anche gli errori come Oscar Washngton Tabarez e Fatih Terim erano stati commessi in buona fede, con l’idea fissa di cambiare qualcosa. Al massimo poi si provava a rimediare, c’era un credito da spendere. E poi, “quando c’era il dottore”, non c’era il rischio di non avere il soggetto adibito alle firme, non c’erano consulenti esterni. Il Milan aveva ai vertici della piramide tre persone: Silvio Berlusconi, Adriano Galliani e Ariedo Braida. Gli altri dovevano dire signorsì. Tecnici e giocatori. Infine, “quando c’era il Dottore”, anche negli anni meno vincenti l’appeal del club era forte. Quasi tutti dicevano sì al richiamo rossonero, che ci fosse da ricostruire o da difendere dei titoli.