di
Paolo Foschini
«Non possiamo affidare a un atto di coraggio personale il controllo democratico di una tecnologia così potente. Serve un Centro europeo pubblico di ricerca sull'intelligenza artificiale, una specie di Cern della AI» Lo ha detto il Premio Nobel Giorgio Parisi al XXIV edizione del Seminario estivo di Fondazione Symbola, dedicato quest'anno al «Patriottismo dolce»
«Non possiamo affidare a un atto di coraggio personale il controllo democratico di una tecnologia così potente. Ecco perché, insieme ai nostri colleghi, ho proposto e firmato un manifesto per la costruzione di un centro europeo pubblico sull'intelligenza artificiale, una specie di Cern dell'intelligenza artificiale». Lo ha detto Giorgio Parisi, Premio Nobel per la Fisica, intervenendo alla XXIV edizione del Seminario estivo di Fondazione Symbola, in corso dall’11 al 13 giugno al Teatro Scientifico Bibiena di Mantova e dedicato quest'anno al tema «Patriottismo dolce. Identità, comunità, soft economy nel tempo delle fratture». Una «occasione di incontro - ha sottolineato il presidente Ermete Realacci - per quanti vogliono bene all’Italia e vogliono trovare in tutti i campi le energie per affrontare, in un momento molto difficile segnato dai conflitti e dalle tensioni politiche e commerciali, le sfide che abbiamo davanti: a partire dalla transizione verde e digitale, dall’innovazione, dalla coesione, senza lasciare indietro nessuno, senza lasciare solo nessuno». E l'intervento di Parisi, in questo senso, è stato una specie di grido di allarme rivolto soprattutto alla politica dell'Europa di fronte allo strapotere delle concentrazioni economiche - americane e cinesi in particolare - per il controllo dell'Intelligenza artificiale: una minaccia per la democrazia, ha detto. Di seguito la trascrizione dei passaggi principali del suo discorso.







