BOLOGNA – L’Italia dell’ingegno, del talento pratico, quello rafforzato dalla bravura e dalla capacità di mettere insieme le cose. E’ stato il tema del panel "Intelligenza artificiale, una questione tutta geopolitica" guidato da Federico Ferrazza, direttore di Italian Tech. I due ospiti sono di altissimo profilo. Alessandro Aresu, analista e saggista geopolitico, esperto di strategie e politiche pubbliche, che da anni studia il peso delle grandi potenze tecnologiche. E Alec Ross, imprenditore, esperto di innovazione e consigliere per l’Innovazione dell’amministrazione Obama.

Ross è anche autore di bestseller come “The Italian Dream”. Nella copertina del libro la parola American è cancellata "per dire che l’Italia può e deve riprendersi il futuro non imitando l’America o qualsiasi altro Paese, ma creando un modello di crescita economica radicato nei propri valori: artigianalità, creatività, alta qualità della vita e un rinnovato senso di fiducia collettiva”, dice Ross. Al cinema Modernissimo, la sede naturale degli hub di Repubblica delle Idee già dalla scorsa edizione, si parla di intelligenza artificiale. Ma anche di artigianalità, diciamo così, e di competenze tutte nostrane. "Sull’intelligenza artificiale ho un punto di vista fuori dal coro - dice ancora Ross -, i talenti ci sono. Molto spesso, quando parliamo di italiani ed europei, diciamo che non li troviamo. La mia risposta è che ci sono già, ma non lavorano qui. Quando vado in California ci sono italiani ovunque. La tecnologia per il riconoscimento facciale sull’iPhone è stata sviluppata da ricercatori italiani. Alla mensa di Meta ci sono tavoli dove si parla solo italiano. Il fondatore di Anthropic, Dario Amodei, è italoamericano. I talenti sono in Italia. Ci sono tre centri di ricerca globali per Amazon: due negli Stati Uniti e uno a Vercelli, in Piemonte. Tra i più grandi datori di lavoro al mondo ci sono l’esercito cinese, l’esercito indiano e Walmart. Se entri in un magazzino Walmart, i robot sono prodotti in Abruzzo". Nel libro Ross ha cercato di mettere in evidenza quello che possiamo fare qui e a Repubblica delle Idee dice di più: “Cosa possiamo fare qui, distinguendo anche i diversi tipi di intelligenza artificiale. Noi ci concentriamo sempre sull’intelligenza artificiale generativa, sui large language model dominati da americani e cinesi. Ma ci sono anche l’intelligenza artificiale algebrica e quella fisica. Il nostro percorso è l’applicazione di queste tecnologie nei settori della nostra eccellenza: agroalimentare, manifattura, spedizione, logistica". Facciamo un esempio. "Sono nel consiglio di amministrazione di un’azienda qui in Emilia: produciamo 40 miliardi di tappi di alluminio all’anno e siamo il numero uno al mondo. E' un’azienda di famiglia di quarta generazione. Cinque anni fa, nel mezzo del Covid, abbiamo fatto investimenti importanti nell’intelligenza artificiale per tre cose: gestione delle linee di produzione, gestione degli scarti e manutenzione preventiva. Che cosa è successo? Sono cresciuti margini e fatturato, abbiamo comprato concorrenti americani e canadesi, abbiamo raddoppiato la dimensione cinese. Invece di essere colonizzati dagli americani o dai cinesi, li abbiamo mangiati noi". Insomma, una storia di leadership e di capacità di guardare al futuro. Tant’è, dice ancora Ross, “abbiamo fatto anche un accordo con i dipendenti: non diventate schiavi di queste tecnologie, diventatene i maestri. Così abbiamo potuto aumentare gli stipendi e fare investimenti nel territorio. In tutti i settori di eccellenza, la modernizzazione passa attraverso queste tecnologie e il ruolo dei giovani, ventenni e trentenni, che con queste tecnologie sono come pesci nell’acqua, sono il percorso".