Il presidente di Unipol: "Noi entreremo solo a conclusione della scalata di Intesa su Mps". Ca’ de Sass al 3% del Leone
Segui Il Giornale su Google Discover
Scegli Il Giornale come fonte preferita
L'audizione era in calendario da mesi, ma l'attualità ha finito per imporsi sull'agenda. Così, quando ieri il presidente di Unipol, Carlo Cimbri, è comparso davanti alla Commissione di inchiesta sulle banche in Senato, le domande si sono concentrate sull'offerta lanciata da Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi. Cimbri ha subito precisato che la protagonista è la banca guidata da Carlo Messina, Unipol «entrerà in campo se, e solo, se l'offerta avrà successo».Quanto alla tempistica, occorre attendere il via libera preventivo della Bce, che di norma richiede circa «sei mesi»; l'Opas dovrebbe quindi concludersi a fine anno. «Fino a quel momento Unipol non sarà attore di questa operazione, tantomeno lo sarà Bper», ha proseguito Cimbri.Anche il comportamento degli azionisti di Mps, in particolare Delfin e Caltagirone, ha sottolineato il top manager, «non è nostra competenza. Dovranno decidere se il prezzo offerto è interessante. Siamo ancora in una fase in cui Unipol sarà come tutti spettatore». Stesso discorso per le relazioni con Generali: «La partecipazione, in capo a Mediobanca, sarà acquisita in Intesa. I nostri rapporti» con Trieste «non muteranno», ha spiegato. Tra l'altro, ieri Consob ha comunicato che lunedì scorso Intesa è salita nel capitale del Leone, come annunciato in occasione dell'Opas, e ora ha in mano il 3,127% del capitale come diretta proprietà dopo la sottoscrizione di un contratto derivato di copertura.Alle domande relative all'impatto sui territori di competenza di Bper e del Montepaschi, Cimbri ha risposto che «sono premature» perché la divisione degli sportelli si basa su dati pubblici di Mps e solo una volta conclusa l'operazione, da dentro, si potrà capire cosa fare «anche per le strutture centrali». La proposta di fusione degli asset del Monte con Bper, che Unipol proporrà ai soci della banca modenese, vedrà comunque prevalere il marchio Monte dei Paschi «che dal nostro punto di vista è quello commercialmente più forte», ha aggiunto.











