Milano – Per cominciare, qualche rassicurazione: l’offerta pubblica di acquisto e scambio su Mps “è fatta da Intesa Sanpaolo. Unipol è un attore che entrerà in campo se e solo se l’operazione avrà successo”. Quanto a Generali, “i nostri rapporti non muteranno per effetto di questa operazione. Che non ha nulla a che vedere con il nostro concorrente”. Così Carlo Cimbri, presidente di Unipol, traccia alcuni dei contorni del risiko in atto davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo.
Il confronto tra le banche
Sentito con l’ad Matteo Laterza, prova a mettere tutti i puntini sulle i: “Il risiko, come viene definito, piace molto a chi si occupa di media. In realtà noi cerchiamo di fare impresa e le strategie non si improvvisano, quel che succede è frutto di quello che è stato pianificato, concepito e realizzato nel tempo”. Così è stato, insomma, per l’Opas che farà nascere il secondo polo bancario nazionale, con Intesa Sanpaolo che, prendendosi Mediobanca, avrà anche la quota del 13,2% di Generali. Colosso di cui, stando alle ultime comunicazioni della Consob, Intesa detiene dall’8 giugno scorso il 3,127%. Nell’ambito l’operazione su Mps il cda della banca ha deliberato l’acquisto di una partecipazione pari al 3,01% di Generali e la sottoscrizione di un contratto derivato di copertura avente quale sottostante la stessa partecipazione.











