di
Andrea Rinaldi
Così Cimbri in sedici anni ha cambiato pelle al gruppo: semplificazioni, operazioni straordinarie e bancario. E ora Unipol riabbraccia Monte Paschi
È una storia di corsi e ricorsi, quella dell’opas di Intesa Sanpaolo e Unipol su Mps. Dove l’asse Bologna-Siena era già saldo tanti anni fa, prima di sfilacciarsi e portare i destini della compagnia assicurativa (allora) delle cooperative e della banca più antica del mondo a dividersi. E oggi a riunirsi sotto la leadership di Carlo Cimbri che, grazie ai saldi agganci milanesi, ha riportato Unipol e la finanza italiana con il baricentro sopra il Po.
La coabitazione tra coop e Mps in FinsoeErano infatti i primi anni 2000 e quella volta la Banca Agricola Mantovana, posseduta allora da Monte Paschi, stringeva già un accordo con Unipol in Quadrifoglio Vita per distribuire polizze tramite le sue filiali. Mps poi era arrivata a detenere anche il 39% di Finsoe, il veicolo in condivisione con altre cooperative che controllava Unipol, che a sua volta deteneva l’1,99% dell’istituto toscano.










