"L’Atac sa battere cassa e preservare i suoi utili e non sa invece trovare la strada per abbattere, per quanto possibile, l’incidenza dei costi delle utenze dell’acqua sull’economia dei civitanovesi". Con queste parole Letizia Murri (nella foto), consigliere di opposizione (Ascoltiamo la città) commenta la querelle tra Atac e Comune che si sta consumando intorno al costo di affitto dell’area sgambamento per cani in zona Micheletti. Scaduta la convenzione gratuita del 2016, l’Atac - proprietaria del lotto - ha deciso di confermare l’area al Comune ma al canone di 2.000 euro al mese. Da Palazzo Sforza hanno risposto picche e hanno proposto al massimo 2.500 euro l’anno, altrimenti sbaraccano e attrezzano un nuovo spazio su un terreno vicino, di proprietà solo comunale. Fa specie il braccio di ferro in famiglia, perché l’Atac è una società di proprietà del Comune, ma con un proprio un bilancio, che genera utili di cui poi dispone a seconda delle decisioni che prende con il proprio Consiglio d’amministrazione, nominato dalla giunta. La questione sul canone di affitto ha generato parecchie perplessità, tra queste quelle di Belinda Emini, ex consigliere comunale: "Non è - osserva - che si sta mettendo in piedi un teatrino per smantellare l’area cani e fare l’ennesima cementificazione data l’appetibilità di quella zona? Quel terreno era di proprietà comunale, venne ceduto ad Atac nel 2015 ma sempre di proprietà del Comune rimane, perché Atac è del Comune. Spero non si voglia privare la cittadinanza di un servizio diventato riferimento per tutta la città".