"Richiesta urgente di chiarimenti sul destino della mamma cinghiale e dei suoi cuccioli e di sospendere qualsiasi intervento irreversibile nei confronti degli animali". Così una cittadina ha scritto al sindaco Daniele Silvetti e al Comune sulla decisione di catturare gli ungulati che a fine maggio hanno comportato la chiusura della scuola per l’infanzia Gramsci, in via Brodolini, a Posatora. Sarah Baldoni ha contattato il primo cittadino via mail, e per conoscenza anche la segreteria di giunta e il Carlino che sul giornale di ieri aveva anticipato il posizionamento della grande trappola all’ex Crass, in un’area che si trova poco lontano dalla Casa Rossa. Baldoni ha scritto "come cittadina profondamente colpita dalla decisione" che comprende che "l’amministrazione debba affrontare problematiche di sicurezza pubblica" ma ritiene anche doveroso "chiedere la massima trasparenza sulle misure adottate e sulle possibili alternative alla cattura e all’abbattimento degli animali". "Mi domando – dice Baldoni – se siano state valutate soluzioni non cruente. Questa vicenda pone una questione etica ed educativa, stiamo parlando di una famiglia di animali selvatici e di una decisione che si svolge accanto a una scuola, luogo dove dovrebbero essere promossi rispetto, empatia e convivenza con il mondo naturale". Baldoni ha chiesto "di sospendere qualsiasi intervento irreversibile nei confronti degli animali, di rendere pubblici gli atti e le motivazioni, di chiarire il destino per mamma e cuccioli e di valutare ogni possibile alternativa non letale. Confido in un ripensamento che tenga conto anche del valore della vita e non solo dell’emergenza".
Ecco la trappola per i cinghiali: "Ora fermatevi, non uccidete quella mamma con i cuccioli"
Lettera aperta al sindaco Silvetti e al Comune dopo il posizionamento della gabbia all’ex Crass "Vi chiedo di sospendere qualsiasi intervento irreversibile nei confronti di quegli animali".







