HomeLeccoCronacaCiclismo d’altri tempi. È scomparso Tino ContiNibionno, protagonista negli anni Sessanta e Settanta, e poi gregario di Moser . La sindaca: "Le sue imprese sportive hanno regalato gioie, emozioni e orgoglio".Costantino Tino ContiRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciAddio a Tino Conti, ciclista azzurro morto l’altra notte all’età di 80 anni. Costantino Tino Conti era uno degli ultimi testimoni protagonisti del ciclismo classico e insieme epico degli anni Sessanta e Settanta: i trofei, le coppe, i giri, e poi Eddy Merckx di cui è stato compagno di squadra, Felice Gimondi, Francesco Moser... Un ciclismo d’altri tempi in cui Tino ha saputo ritagliarsi ruolo di rilievo.

Nato a Nibionno il 26 settembre 1945, dove ha sempre vissuto e abitato a Cibrone, Tino ha dimostrato di essere un campione fin da giovanissimo, a partire dal 1967, con due ori ai Giochi del Mediterraneo di Tunisi e il secondo posto al Tour de l’Avenir tra i dilettanti. È stato l’inizio della sua lunga carriera da fondista e da scalatore professionista: il gradino più alto del podio al Giro delle Marche nel 1969; il secondo posto alla Coppa Agostoni nel ‘70: il trionfo alla Tre Valli Varesine nel 1971; la vittoria al Gp Industria e Commercio di Prato nel ‘72; di nuovo la Tre Valli Varesine nel ‘74, il terzo posto al Lombardia lo stesso anno e anche il quarto posto al Giro d’Italia; la medaglia di legno alla Milano – Sanremo del ‘75; il bronco ai mondiali di Ostuni del ‘76 a soli due secondi dal vincitore Freddy Maertens e Francesco Moser di cui era gregario in maglia azzurra.