Gli aerei americani stavano già "volando sull'Iran" per lanciare un attacco "ancora più duro" di quello della notte precedente. Poi, dopo ore di minacce, inclusa quella di prendere il controllo dell'isola di Kharg, il dietrofront.

Donald Trump ha annunciato sul suo social Truth di aver "annullato gli attacchi e i bombardamenti contro l'Iran previsti per questa sera", perché - ha spiegato - le trattative, che sono proseguite nonostante il fuoco incrociato sui cieli del Golfo Persico, "sono state portate ai massimi livelli della leadership iraniana e approvate", sia "a livello concettuale che nel dettaglio".

"Data e luogo della firma saranno annunciati a breve", ha quindi assicurato il presidente nel post, precisando poi dallo Studio Ovale che potrebbe avvenire "forse nel fine settimana in Europa", alla vigilia del G7 di Evian, per mano del suo vice JD Vance.

Subito dopo "riaprirà anche lo Stretto di Hormuz", dove nel frattempo resta "pienamente in vigore" il blocco navale imposto dagli Usa ai porti iraniani.

Nel post del tycoon, ci sarebbe dunque un via libera all'intesa, sul tavolo da settimane, da parte dei vertici della Repubblica islamica - non è chiaro se proprio da Mojtaba Khamenei - che potrebbe portare alla fine della guerra scoppiata il 28 febbraio scorso. Non ci sono ancora conferme dirette da Teheran, né dai Paesi mediatori, ma secondo il post di Trump avrebbero dato il loro assenso "tutte le parti coinvolte, inclusi Stati Uniti, Israele, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Turchia, Pakistan, Bahrein, Kuwait, Giordania, Egitto e altri".