ROMA – Un’altra emergenza umanitaria gravissima è in corso nella Siria orientale, dove dal 26 maggio violente inondazioni lungo il fiume Eufrate hanno colpito comunità a Nord di Raqqa e Deir-ez-Zor, mettendo in ginocchio interi villaggi e lasciando migliaia di famiglie senza casa, acqua e servizi essenziali. Il supporto umanitario nella zona è garantito dall’Ong WeWorld, organizzazione umanitaria italiana che da oltre 50 anni lavora accanto alle persone, sia in Italia che in più di 20 Paesi nel mondo.
Il rilascio di acqua da dighe a monte in territorio turco. L’ondata di piena, causata da forti piogge stagionali e dal rilascio di acqua da dighe a monte in territorio turco, ha provocato un rapido innalzamento del livello del fiume fino a quattro metri nel giro di pochi giorni, sommergendo infrastrutture e abitazioni. Anche i terreni agricoli sono stati devastati, compromettendo la principale fonte di sostentamento per molte comunità.
Fuori uso gli impianti per il trattamento dell’acqua. Secondo le stime, sono circa 2.200 i nuclei familiari coinvolti, con 698 famiglie costrette ad abbandonare le proprie case e trovare riparo in centri collettivi o presso parenti e comunità ospitanti. La situazione dei servizi idrici è critica: 70 impianti di trattamento dell’acqua su 165 risultano fuori uso. La presenza prolungata di acque stagnanti e la compromissione dei sistemi igienico-sanitari aumentano il rischio di epidemie e altre emergenze sanitarie. Le inondazioni stanno inoltre ostacolando il regolare svolgimento degli esami scolastici nazionali previsti per giugno, aggravando ulteriormente la situazione per studenti e famiglie.






