Lui dice di amarla, i banchieri centrali un po’ meno. Lui è Donald Trump, lei è l’inflazione. Salita in Usa al 4,2% provocando l’ironica dichiarazione d’amore del comandante in capo. Il carovita in Europa, invece, in prospettiva andrà oltre il target del 2%. Andamento che ha portato la Banca centrale europea ad alzare i tassi sui depositi di un quarto di punto, al 2,25%. Rialzo atteso, il primo da tre anni. Vince la linea anti inflazione.

Spiega la presidente dell’Eurotower di Francoforte, Christine Lagarde: “La decisione che abbiamo preso non è una decisione forte, è chiaramente un segnale ed era necessaria, data la situazione economica che abbiamo, data l’incertezza che stiamo attraversando, alla luce delle prospettive sull’inflazione che abbiamo nelle proiezioni”. In numeri: l’inflazione continuerà a crescere durante l’estate, spiega Lagarde, e “dovrebbe tornare verso il target del 2% nell’autunno del 2027”.

In soldi: il costo dei mutui – calcola la Fabi – potrà tornare sopra il 4%. Significa, per un prestito da 100.000 euro, un aumento da 59 a 70 euro al mese. Il punto critico sono la pressione sui consumi delle famiglie e la crescita: una stretta monetaria rischia di essere un freno a un’economia europea già fragile.