TAORMINA - Dame Helen Mirren, pseudonimo di Helen Lydia Mironoff, oggi a Taormina è una vera regina. Ne ha interpretate ben sette al cinema da Elisabetta 2 a Caterina La grande: "Sono affascinata dal fatto che sono donne di potere e chiaramente nel corso della storia chi fa la differenza è il potere. Oggi qui a Taormina mi sento davvero una regina che può indossare degli abiti firmati e fare cose che mi fanno sentire regale". L'attrice che verrà premiata alla carriera domani durante una serata dedicata ad Anna Magnani di nobiltà ne sa davvero qualcosa: padre russo Vasilij Petrovič Mironov e madre inglese, Kathleen Rogers ha avuto come nonno paterno Pëtr Vasil'evič Mironov, un nobile russo e colonnello dell'esercito zarista che nel 1917 a Londra decise di non fare più ritorno in patria e di rimanere in Gran Bretagna con la famiglia. Recitare è un fatto politico? "Ho cominciato a fare l'attrice con Shakespeare e lui mi ha fatto capire che cosa vuol dire essere un'attrice. Se pensate al momento storico in cui lui viveva va considerato che ha rischiato anche la censura per il suo modo di raccontare le cose, ma soprattutto di raccontare l'umanità nella propria interezza non affatto provinciale. L'attore può mostrare di ogni personaggio l'aspetto più violento, l'aspetto glorioso, l'aspetto umano e questo può essere considerato davvero un atto politico". E l'età ? «Quando hai vent'anni, il pensiero di averne quaranta è terribile. Poi arrivi a quaranta ed è davvero bello, e non vorresti affatto tornare a venti. Vale lo stesso con i sessanta, arrivi a sessanta e scopri che è fantastico". Un insegnamento questo che mi arriva da mia madre: "Mi diceva sempre: non preoccuparti di invecchiare. Man mano che avanzi nella vita perdi alcune cose, ma ne guadagni altre". E i diritti delle donne? "Trovo terrificante che in America oggi ci siano persone che dicono letteralmente che alle donne non dovrebbe essere permesso di votare". E non manca nell'incontro una domanda sul problema israelo-palestinese: "Le forze del male sono ovunque persino in un paese come Israele, dove dopo quello che è successo loro non pensi mai possano replicare quelle stesse cose a un altro popolo. Parliamo di crimini contro l'umanità". Così la Mirren prende le distanze con equilibrio dall'accusa di essere sionista facendo riferimento a un contestatore che l'ha aggredita verbalmente con questa accusa mentre camminava nel centro di Londra nel 2024, video diventato ultimamente molto virale. Nessun dubbio del diritto di Israele ad esistere: "La sua nascita è stata un momento cruciale, anche se forse è stato fatto nel modo completamente sbagliato e forse anche nel posto sbagliato. Ma qualcosa doveva succedere dopo l'orrore dell'Olocausto". Alla domanda se le piacerebbe lavorare di nuovo con Checco Zalone l'attrice replica con autentico entusiasmo: "Assolutamente sì. L'ho incontrato per la prima volta in aereo e aveva già visto uno dei suoi primi film, ma non ci aveva capito nulla però era rimasta molto colpita, mi era piaciuto. Quindi tra noi è nato questo rapporto e il video de La Vacinada. Mi ha anche invitato a cena ed è davvero bravo a fare la pizza"