TAORMINA – A ottant’anni Helen Mirren, camicia bianca e gonna fucsia, si siede nella terrazza di un hotel a strapiombo sul mare e risponde a un fuoco di fila di domande, tra lavoro – qui al Taormina Film Festival riceve il premio alla carriera – e attualità: l’aggressione subita, la questione israeliana le polemiche lavorative e nuovi progetti, anche con il suo amico Checco Zalone.

Helen Mirren al Taormina Film Festival

Sul tempo che passa ha le idee chiare, e le ha ereditate da sua madre: quando hai vent’anni, l’idea di averne quaranta è terribile. Poi ci arrivi ed è bellissimo. Lo stesso a sessanta. “Perdi la bellezza della giovinezza”, dice, “ma guadagni altre cose e alla fine c’è un equilibrio. Va bene così. Non preoccupatevi”.

Ama interpretare le regine perché avevano “potere, capacità di agire, in epoche in cui quelle erano le uniche donne a possederli davvero”. Caterina la Grande ed Elisabetta I le hanno dato personaggi di forza e iniziativa. Elisabetta II, ammette, un po’ meno. Quando le chiedono in quale momento della sua vita si sente una regina, sorride: “Quando vengo a Taormina e mi ritrovo in una suite di un bellissimo albergo”.

Nella serie MobLand interpreta invece una persona orribile, e lo dice con evidente soddisfazione. “È divertentissimo. Jez Butterworth è uno scrittore geniale. Alla fine, quello che vuoi è un personaggio che abbia forza, iniziativa, interesse”. Sulla possibilità di una terza stagione (la seconda arriverà in autunno su Paramount+) con Tom Hardy – al centro di voci non confermate su comportamenti difficili sul set – non ha dubbi: “In un battito di ciglia. Adoro Tom, penso che sia un attore straordinario. Attori diversi hanno processi diversi. Negli anni ho imparato che alcune persone arrivano subito al risultato e altre hanno bisogno di più tempo. Finché ciò che appare sullo schermo è fantastico, per me va bene qualunque sia il percorso per arrivarci. Tom è una persona davvero speciale. Ha un cuore gentilissimo e penso sia assolutamente straordinario. Quindi il mio sostegno nei suoi confronti è sincero, sentito e totale”. Poi aggiunge, con una formula tutta britannica: “A volte la gente si annoda le mutande. (significa che si complica le cose ndr). Ma andremo avanti e sarà ancora migliore”.