di

Roberto Pezzali

Tra le tante cose che abbiamo visto a Cupertino durante la WWDC la demo più impressionante è quella del nuovo Xcode 27: abbraccia gli agenti, localizza le app, aiuta gli sviluppatori nel debug e permette anche, a chi non ha competenze nel coding, di creare app da zero.

Se dovessimo scegliere il momento più particolare di questa WWDC 2026, che abbiamo seguito da Cupertino, la scelta cadrebbe senza alcun dubbio sul keynote dedicato agli sviluppatori, lo State of The Union. Apple lo ha sempre fatto, ma quest'anno il SOTU aveva un sapore particolare: Apple ha messo gli sviluppatori di fronte a uno dei cambiamenti più grandi di sempre all'interno di Xcode, l'editor di codice che viene usato da sempre per sviluppare le app per iOS, iPadOS e macOS. Arriva il coding agentico, come Kiro, come Cursor. Il rapporto tra IA e sviluppatori è sempre delicato: inutile girarci attorno, la usano tutti ormai, ma davanti a modelli sempre più efficienti nello scrivere codice cresce anche la giusta preoccupazione di chi vede il proprio talento nello scrivere codice valere sempre meno, modello dopo modello. L'altro giorno, davanti ad Apple che mostrava agli sviluppatori come Xcode ora può disegnare e programmare un'applicazione partendo da zero, anche per chi non ha competenze, la platea era silenziosa. Gli scorsi anni gli applausi non mancavano, quest'anno solo silenzio. Fino a quando Apple non ha fatto vedere agli sviluppatori come Xcode ora può ottimizzare da solo un'app, provarla navigandone anche l'interfaccia e risolvere ogni bug, controllando gli errori dai log. A quel punto si sono sciolti, e gli applausi sono arrivati.