Milano, 11 giu. (askanews) – La guerra in Iran torna a stringere la morsa sull’industria automobilistica mondiale. Con le tensioni tra Washington e Teheran in nuova intensificazione, i transiti commerciali nello Stretto di Hormuz si sono di fatto azzerati: secondo i dati di ship-tracking raccolti da Bloomberg, ieri hanno attraversato lo stretto solo quattro navi, per lo più legate all’Iran, e questa mattina non è stato registrato alcun passaggio, contro una media pre-crisi di oltre 90 al giorno. E dal cuore dell’industria europea arriva un avvertimento pesante: per Basf, il colosso chimico tedesco tra i principali fornitori del settore auto, la crisi rischia di fermare le linee di montaggio nella seconda metà dell’anno.

Parlando ai giornalisti a Francoforte, il ceo Markus Kamieth ha spiegato che le carenze di materiali stanno diventando sempre più probabili e potrebbero bloccare catene di fornitura gestite “just in time” come quelle della produzione automobilistica, e che il conflitto sta già contribuendo alla scarsità di input come zolfo ed elio, quest’ultimo cruciale anche per le batterie. “È un rischio al ribasso che vedo per la seconda metà di quest’anno”, ha detto Kamieth, evocando il pericolo “strisciante” che un materiale a un certo punto non sia più disponibile. Basf fornisce all’industria auto vernici, plastiche, catalizzatori e materiali per batterie.