Dopo il grave passo falso sui fondi destinati alla pulizia dei litorali, il Capoluogo dei Templi risulta l’unico grande assente tra gli 81 comuni siciliani ammessi ai nuovi finanziamenti per la riqualificazione delle spiagge libere.
L’estate agrigentina si apre così sotto il segno di un declino in larga parte autoinflitto. Mentre gran parte della costa isolana si attrezza per accogliere residenti e visitatori con arenili rinnovati, la Città dei Templi continua, con ostinazione, a voltare le spalle al proprio mare. I bagnanti si ritrovano alle prese con tratti di spiaggia invasi dai rifiuti e un’incuria diffusa che fa temere un concreto rischio igienico-sanitario. A rendere la situazione ancor più grave è la consapevolezza che gli strumenti per invertire la rotta c’erano e sono stati ignorati.
Nelle scorse settimane, il Comune di Agrigento aveva già mancato l’accesso ai fondi dell’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente per la pulizia delle coste.
La motivazione addotta — “la procedura era troppo complessa” — è apparsa a molti come una resa senza condizioni davanti alla burocrazia, tanto più considerando che altre amministrazioni, come Sciacca, Siculiana e Palma di Montechiaro, sono riuscite a ottenere decine di migliaia di euro, dimostrando che l’ostacolo non era il bando, bensì l’inefficienza locale.







