I Mondiali di calcio, da molti anni, sono qualcosa di più di un semplice evento sportivo. È un torneo che unisce i tifosi di tutto il mondo, crea storie globali e ogni quattro anni ridisegna gli equilibri del calcio. Non è solo una corsa al trofeo, ma anche un racconto di ambizioni dei Paesi, pressioni, sorprese e giocatori che in poche settimane possono cambiare la propria carriera.

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L'edizione di quest'anno sarà speciale anche rispetto ai tornei precedenti. Per la prima volta nella storia la Coppa del Mondo si giocherà in un formato allargato, con 48 nazionali al via. Un numero maggiore di squadre significa non solo un parterre più ampio di partecipanti, ma anche ben 104 partite in programma negli Stati Uniti, in Canada e in Messico. Una scala così ampia solleva interrogativi sul livello tecnico e su quanto gli attuali equilibri del calcio mondiale resteranno invariati.

Da una parte ci sono i colossi consolidati, che da anni dominano nel calcio internazionale e sono indicati regolarmente tra i candidati al titolo. Dall'altra, le squadre che possono sfruttare la forma del momento e il contesto favorevole per sorprendere.

Le possibili sorprese dei Mondiali 2026: chi può stupire il mondo