Diversi esperti denunciano un aumento di suicidi, disturbi psicologici e disagi tra gli israeliani, soprattutto militari, a causa delle guerre scatenate nella regione dopo il 7 ottobre 2023
Dopo più di due anni di bombardamenti e guerra senza sosta – dall’assalto guidato da Hamas nei villaggi del sud di Israele nell’ottobre 2023 che ha scatenato il genocidio a Gaza ai successivi conflitti e attacchi contro Iran, Libano, Siria e altri stati vicini – analisti, osservatori e molti studi sul campo concordano nel dire che Israele è stato trasfigurato dal trauma.
Un recente sondaggio condotto da Maccabi healthcare services (uno dei più grandi fondi sanitari nazionali) ha rilevato che circa un terzo degli israeliani ritiene di aver bisogno di un supporto professionale per la propria salute mentale. Tra chi ha prestato servizio nell’esercito, come soldato di leva o riservista, il quadro è ancora più chiaro. A gennaio il ministero della difesa ha riferito che i casi di disturbo da stress post-traumatico (Ptsd) tra i soldati sono cresciuti di quasi il 40 per cento rispetto al settembre 2023, e si stima che entro il 2028 l’aumento sarà del 180 per cento. Secondo i mezzi d’informazione israeliani, il governo non ha reso noto il numero di soldati congedati per problemi di salute mentale nello stesso periodo, nonostante sia obbligato a farlo.







