Mi fossi trovato, ieri sera, al posto di Lilli Gruber e Lina Palmerini, non avrei accolto il generale Roberto Vannacci con postura ostile e occhi truci. La torera e la vice-torera (le definizioni sono di Luca Telese, sul Centro, il quotidiano che dirige) in un’arena infuocata avevano il toro davanti e il terrore di finire incornate. La paura, si sa, genera un’aggressività esagerata con il rischio che il toro si esalti, com’è puntualmente avvenuto.
Non chiamatelo generale, chiamatelo dottor Vannacci (di D. D'Alessandro)
Non siamo su un campo di battaglia, siamo in politica: dunque al massimo dite onorevole. La psicopolitica (e la logica) sconsigliano l’uso del grado militare, …












