Roma, 11 giu. (askanews) – Nel mese di maggio 2026 il cyberspazio globale ha registrato oltre 116.000 attacchi informatici: il ransomware si conferma la minaccia prevalente con 73.000 casi, pari al 63% del totale. È il quadro che emerge dal Rapporto mensile elaborato da HORUS, la piattaforma di Cyber Threat Intelligence AI-driven di Netgroup, società italiana specializzata in cybersicurezza. I dati delineano un’escalation strutturale del rischio informatico, con impatti diretti su imprese, istituzioni e infrastrutture strategiche a livello mondiale.

Gli Stati Uniti – si legge in una nota – si confermano il Paese più colpito con oltre 53.000 attacchi, seguiti da Germania (oltre 3.000), Francia (oltre 2.800) e Italia (oltre 2.600), che si posiziona al quarto posto nella classifica mondiale. Il dato italiano è aggravato da una campagna sistematica condotta dal collettivo filorusso NoName057(16), che nel corso del mese ha rivendicato attacchi contro enti locali, porti, compagnie assicurative e infrastrutture critiche nazionali. Completano la classifica Spagna, Canada e Regno Unito.

Tra le tipologie di attacco, il ransomware – che crittografa i dati delle vittime fino al pagamento di un riscatto – resta la forma più diffusa con 73.000 casi censiti. Ormai prassi consolidata è il modello della “doppia estorsione”: alla cifratura dei sistemi si aggiunge la minaccia di rendere pubblici i dati sottratti, moltiplicando la pressione sulle organizzazioni colpite. In crescita costante anche i data leak e la vendita di credenziali e informazioni riservate su dark web e forum clandestini.