di
Giuseppe Arrighetti
La guida alpina Giovanni Faustinelli aveva iniziato a costruirla nel 1958, recuperando il materiale risalente al primo conflitto mondiale. Ieri sera verso le 21 da Ponte di Legno si è visto un punto scuro diventare sempre più grande: stava succedendo l'irreparabile.
Distrutto dalle fiamme uno dei simboli della montagna bresciana: ieri sera un incendio ha cancellato la Capanna Faustinelli, a oltre 3 mila metri di quota, sotto cima Lagoscuro, nel gruppo dell’Adamello. Forse un fulmine, ma questa mattina i vigili del fuoco cercheranno di capirne di più, ha innescato un corto circuito che ha bruciato quelle assi di legno mineralizzato dal tempo che Giovanni Faustinelli, a partire dal 1958, aveva strappato alle trincee della Prima guerra mondiale per trasformarle in un bivacco a disposizione di alpinisti e escursionisti.
Posta lungo il Sentiero dei fiori, la capanna ne era il punto più famoso e fotografato. Era, perché ieri sera poco dopo le 21 da Ponte di Legno si è visto un punto arancione diventare sempre più grande, tra le rocce che segnano il crinale da Punta di Castellaccio a Punta di Lagoscuro. È bastato puntare i binocoli per capire che stava succedendo l’irreparabile. Un’eliambulanza si è alzata in volo per controllare che dentro il bivacco non ci fosse nessuno e, ad ora, è escluso che ci siano vittime: ieri non era una bella giornata per salire in montagna e infatti nella neve il personale non ha avvistato tracce di camminatori o escursionisti. Ma ieri sera c’erano continui temporali e fulmini: uno di questi potrebbe aver centrato il parafulmine che non è stato sufficiente a impedire che la potenza della scarica raggiungesse l’interno della capanna. Lì, un pacco di batterie di accumulo di un pannello fotovoltaico e una tanica di benzina potrebbero aver preso fuoco e innescato l’incendio che in pochi minuti si è portato via la Capanna.










