Roma, 11 giu. (askanews) – Dopo due notti di tensione e violenze nell’area di Belfast, il segretario di Stato britannico per l’Irlanda del Nord, Hilary Benn, ha accusato alcuni utenti dei social media di alimentare i disordini e ha lanciato un appello a fermare quella che ha definito una spirale di odio e intimidazioni, riferisce il Guardian.

Le proteste sono esplose dopo l’accoltellamento di Stephen Ogilvie, avvenuto lunedì nella capitale nordirlandese. Per l’aggressione è stato incriminato il trentenne sudanese Hadi Alodid con l’accusa di tentato omicidio. Da quel momento manifestazioni contro l’immigrazione hanno preso piede in diverse aree della città, degenerando in alcuni casi in scontri e vandalismi.

La seconda notte di proteste ha visto nuovi episodi di violenza nell’area di Newtownabbey, a nord di Belfast, dove crica 300 persone hanno dato vita a nuovi scontri con la polizia. Sono stati incendiati veicoli e cassonetti, mentre contro gli agenti sono volati mattoni e bombe molotov. La polizia ha risposto utilizzando anche i cannoni ad acqua. Il bilancio è di 12 poliziotti feriti e 16 arresti. Secondo le autorità, alcuni gruppi avrebbero inoltre cercato di dirigersi verso una struttura alberghiera ritenuta destinata a ospitare migranti.