Seconda notte di scontri a Belfast, in Irlanda del Nord, dopo l'accoltellamento shock di un 40enne imputato a un rifugiato sudanese. Decine di dimostranti hanno dato alle fiamme case e veicoli, lanciando 'un pogrom' contro gli stranieri. Dura condanna di Starmer. Ma i populisti di Farage cavalcano le proteste, alimentate anche da appelli diffusi sui social. Uno di questi è stato rilanciato da Musk. "Istiga alla rivolta", lo accusa Londra mandando rinforzi.
I disordini a Belfast si sono concentrati lungo una strada di Glengormley, appena fuori città. Un gruppo di dimostranti si è radunato vicino alla rotonda di Sandyknowes e alcuni individui sono stati visti lanciare oggetti contro la polizia e incendiare cassonetti. Nel resto di Belfast non si sono registrati disordini comparabili, scrive Bbc. Anche per Sky News nell'area di Newtownabbey si è riunito un gruppo di 200 manifestanti mentre altre parti della città sono "tranquille". La polizia, equipaggiata con attrezzature antisommossa e utilizzando idranti, ha respinto il gruppo lungo la strada. Sebbene ci siano stati alcuni assembramenti in altre zone della città in serata, ma i partecipanti non si sono fermati a lungo prima di disperdersi. Gli scontri sono parte delle violenze xenofobe seguite all'accoltellamento brutale di un tecnico radiologo 40enne del servizio sanitario pubblico (Nhs) da parte di un rifugiato sudanese. (ANSA)










