Secondo i dati ufficiali mensili e preliminari orari analizzati dal think tank energetico globale Ember, «A maggio 2026, per la prima volta in assoluto, l'energia solare ha superato quella del carbone nel mix energetico statunitense. L'energia solare ha fornito una quota record del 12,8% dell'elettricità statunitense, mentre il carbone è sceso al 12,2%, il suo quarto valore mensile più basso di sempre». A maggio, l'energia solare è diventata anche la terza fonte di energia elettrica negli Stati Uniti, dopo il gas e il nucleare.Mentre Donald Trum firma nuovi ordini per finanziare le centrali a carbone, negli Usa a maggio l'energia solare ha prodotto un totale record di 45,5 TWh, superando del 17% la produzione di maggio 2025 e il precedente record stabilito nel luglio dello scorso anno. Secondo Ember, «Questo record potrebbe essere battuto nuovamente nei prossimi mesi estivi. Sebbene la produzione totale di energia solare raggiunga in genere il picco a giugno o luglio, la sua quota nel mix energetico è spesso più alta ad aprile o maggio, quando la forte produzione solare coincide con una domanda più moderata, prima che aumenti il fabbisogno di raffreddamento estivo».Ad aprile, la produzione di energia da carbone negli Usa ha toccato il minimo storico mensile di 39,3 TWh e, anche se a maggio o la produzione di carbone è leggermente aumentata a 43,4 TWh, è rimasta comunque inferiore dell'11% rispetto ai livelli di maggio 2025. Ember fa notare che «Questa modesta ripresa è stata controbilanciata da un aumento della produzione di energia solare, che ha permesso al solare di superare il carbone nel mix energetico statunitense per il primo mese d sempre».Negli ultimi 5 anni la quota di energia prodotta dal carbone nel mix energetico statunitense si è quasi dimezzata, passando dal 19,7% di maggio 2021 al 12,2% di maggio 2026. Al contrario, la quota di energia solare nel mix è più che raddoppiata, dal 5,4% al 12,8% nello stesso periodo.Il sorpasso del solare sul carbone fa seguito a un altro traguardo raggiunto a marzo nel settore delle energie pulite: per la prima volta negli Stati Uniti le fonti rinnovabili hanno generato complessivamente più elettricità del gas. Il che evidenzia il ruolo crescente delle energie pulite nel mix energetico statunitense, nonostante la netta contrarietà dell’Amministrazione Trump per i progetti di energie rinnovabili, a partire dall’eolico.Nicolas Fulghum, Senior Data Analyst di Ember, conclude: «L’energia solare negli Stati Uniti continua a stabilire nuovi record. Il superamento del carbone per il primo mese da sempre dimostra quanto il solare si sia evoluto, da fonte di nicchia alla terza fonte di energia più grande e in più rapida crescita nel sistema elettrico statunitense. Dal Texas alla California, i mercati di tutti gli Stati Uniti stanno puntando sul solare per soddisfare il crescente fabbisogno energetico».Eppure, solo pochi giorni fa Trump e il Segretario del Dipartimento dell'Energia Usa (DOE) Chris Wright hanno annunciato un sussidio di 700 milioni di dollari ai proprietari di centrali a carbone.Il Natural Resources Defense Council (NRDC) ha documentato 38 misure a sostegno dell'industria del carbone in soli 17 mesi di mandato di Trum, ma l’ultima è stata la più costosa e forse anche la più assurda. L’associazione ambientalista statunitense ricorda che «Trump si è premurato di ricordare a tutti i presenti di descriverlo come "carbone pulito e meraviglioso", ma questa descrizione non potrebbe essere più lontana dalla verità. Sostenere il combustibile che ha inquinato l'aria dell'Inghilterra vittoriana ha tanto senso quanto pagare le compagnie eoliche affinché non producano energia. In un momento in cui milioni di americani sono a rischio a causa delle ondate di calore, delle tempeste più violente, della siccità e degli incendi boschivi alimentati dai cambiamenti climatici, non ha senso insistere sull'utilizzo del combustibile che è il più potente emettitore di gas serra».Nelle 11 centrali a carbone appena finanziate con fondi pubblici, nel 2025 le emissioni di ossidi di azoto e mercurio sono aumentate di circa il 25% rispetto al 2024. Le centrali di Antelope Valley (North Dakota), Columbia Energy Center (Wisconsin) e Sooner Power Station (Oklahoma) hanno registrato alcuni dei maggiori aumenti di emissioni di mercurio negli Usa, con l'inquinamento da mercurio della Columbia che ha segnato un più 67% su base annua. Nel 2025, la produzione di energia nella centrale a carbone di Apache, in Arizona, è diminuita, mentre l'inquinamento è aumentato vertiginosamente: +114% di anidride solforosa, +24% di ossido di azoto e +210% di mercurio.L’NRDC fa notare che «Mentre Trump e Wright descrivono il carbone come "pulito", la realtà è ben diversa. Dalla culla alla tomba, il carbone è il combustibile più inquinante e sta alimentando la crisi climatica. Uno studio ha rilevato che l'inquinamento causato dalle centrali a carbone costa fino a 26 miliardi di dollari all'anno in termini di accessi aggiuntivi al pronto soccorso, ictus e infarti, e asma infantile. In base all'inquinamento emesso lo scorso anno, le 11 centrali a carbone che hanno beneficiato di aiuti federali sono state responsabili di 450-650 morti premature all'anno a causa del particolato e dell'ozono, 160 accessi al pronto soccorso e 56.130 attacchi d'asma nei bambini ogni anno. Nel solo primo anno del secondo mandato di Trump, le emissioni di anidride solforosa delle centrali a carbone sono aumentate del 18%, quelle di ossidi di azoto del 12% e quelle di mercurio del 9%, rispetto al 2024. Il prezzo di questo aumento dell'inquinamento: ben 17 miliardi di dollari solo in costi per la sanità pubblica, dovuti all'aumento di problemi respiratori, malattie e attacchi d'asma che hanno portato a un maggior numero di accessi al pronto soccorso e ricoveri ospedalieri; più giorni di assenza per malattia da scuola o dal lavoro; e morti premature. E mentre Trump si è affrettato a elargire generosi aiuti federali ai proprietari delle centrali a carbone, i minatori sono stati dimenticati. L'amministrazione Trump ha bloccato l'introduzione di nuove norme che avrebbero ridotto la pericolosa esposizione alla silice per i minatori».Wright ha ribattuto che «L’energia prodotta dal carbone ha salvato vite umane durante la tempesta invernale Fern di quest'anno. Se l'amministrazione Trump non avesse sostenuto 17 centrali a carbone, centinaia di persone sarebbero morte durante quella tempesta».Ma ha detto una bugia. Nella sua valutazione di come la rete ha gestito l'ondata di freddo la società di analisi Grid Strategies spiega che «Durante i periodi di picco della domanda causati dall'uragano Fern, l'energia rinnovabile ha superato di gran lunga la produzione prevista dagli operatori di rete e quella per cui i mercati energetici le avevano remunerate, mentre le centrali a carbone e a gas non sono riuscite a soddisfare la domanda. Le centrali a carbone che il Dipartimento dell'Energia ha costretto a rimanere aperte hanno avuto prestazioni particolarmente scarse».NRDC conclude: «Sappiamo tutti che la domanda di elettricità è in forte aumento, ma negli Stati Uniti non è stata costruita nessuna nuova centrale a carbone dal 2013. Ciononostante, sebbene l'amministrazione abbia stanziato milioni di dollari per la costruzione di due nuove centrali a carbone, nutriamo seri dubbi sul fatto che queste vengano effettivamente realizzate. Al contrario, le fonti energetiche più economiche e veloci da realizzare sono l'eolico, il solare e le batterie. L'anno scorso, oltre il 90% della nuova elettricità immessa nella rete proveniva da fonti eoliche, solari o batterie, e si prevede che la percentuale rimarrà pressoché invariata anche quest'anno. La situazione è diventata talmente assurda che l'amministrazione Trump sta dando i nostri soldi delle tasse alle imprese affinché NON costruiscano nuovi impianti eolici. Invece di sprecare denaro in vecchie centrali a carbone, questa amministrazione dovrebbe lasciare che il mercato faccia il suo corso e costruire nuove infrastrutture per le energie rinnovabili. Il Segretario Wright deve spiegare perché l'amministrazione Trump si oppone alla realtà economica e alla volontà del popolo americano per elargire sussidi ai proprietari delle centrali elettriche più inquinanti e degradate che abbiamo».