di Camilla Sernagiotto
E poi specie, peso sgocciolato, zona di pesca, packaging: ecco come orientarsi al supermercato (e gli errori che commettiamo spesso al momento della scelta)
Pratico, versatile e sempre pronto all'uso, il tonno in scatola è uno degli alimenti più presenti nelle dispense degli italiani. Dalle insalate ai panini, passando per primi piatti e ricette dell'ultimo minuto, rappresenta una soluzione comoda che mette d'accordo gusto e praticità. Proprio per questa familiarità, però, è anche uno dei prodotti che più spesso finiscono nel carrello senza una reale attenzione all'etichetta. Eppure, dietro a confezioni apparentemente simili, possono nascondersi differenze significative che riguardano la specie utilizzata, la provenienza del pescato, gli ingredienti impiegati e il profilo nutrizionale. «Il tonno in scatola può far parte di una dieta equilibrata, ma va scelto con criterio», osserva Eros Patuzzo, biologo nutrizionista, dottore in scienze motorie all'Università Statale di Milano. «Pochi ingredienti, specie dichiarata, buon rapporto tra peso netto e sgocciolato, sale contenuto e olio indicato con chiarezza sono elementi che aiutano il consumatore a capire cosa sta realmente acquistando». Per orientarsi tra le numerose referenze presenti sugli scaffali del supermercato non basta, quindi, fermarsi al marchio o al prezzo. Dalla specie di tonno alle certificazioni ambientali, passando per il contenuto di sale e le zone di pesca, ecco quali informazioni controllare per scegliere una conserva di qualità.











