In collaborazione con Scuola Normale Superiore

PISA - La biblioteca della Scuola Normale di Pisa continua ad ampliarsi, nel contempo riqualificando gli edifici di rilevante interesse storico in propria dotazione. L'ultimo intervento interessa una ampia porzione del Palazzo della Canonica, nello specifico quasi l'intera ala est che si affaccia su piazza dei Cavalieri. Tra archi ogivali e volte a crociera, quello che originariamente era un insieme di case torri - poi inglobato entro le mura dell'edificio il cui progetto si deve a Giorgio Vasari -, diventa uno dei centri vitali della biblioteca, contenendo una parte della collezione dei periodici di ambito umanistico e le sezioni di storia medievale, storia moderna, storia contemporanea, filosofia e scienze sociali, oltre a scienze già presente al piano terra, per un totale di circa 1.800 metri quadri, 4.380 metri lineari di scaffalature e 200 posti a sedere in più. Stamani l'inaugurazione dei nuovi locali e la presentazione dei lavori. Presenti il direttore della Scuola Normale, Alessandro Schiesaro, l'ex direttore entro il cui mandato si sono avviati i lavori Luigi Ambrosio, e rappresentanti delle istituzioni territoriali tra cui l'assessora del Comune di Pisa Virginia Mancini. La porzione del Palazzo della Canonica sottoposta a ristrutturazione, restauro e nuovo arredo comprende circa 1400 metri quadrati, sviluppati su tre piani dell'immobile concesso alla Scuola dalla Regione Toscana, cui si aggiungono 400 della porzione al piano terra già restaurata per la biblioteca di scienze, inaugurata nel 2016. L'investimento complessivo, tra lavori già effettuati e quelli appena completati è di circa 8 milioni di euro, in parte cofinanziati dal ministero dell'Università e della ricerca. Si tratta di una tappa importante del lungo percorso intrapreso dalla Scuola Normale per accrescere gli spazi da dedicare all'espansione della propria Biblioteca, che accoglie un patrimonio di oltre un milione di volumi. L'ala appena ristrutturata della Canonica ospiterà i fondi Onofrio Nicastro, Arturo Codignola e Ettore Passerin d'Entrèves.